MATTEO SCHIFANOIA (ITA) “Lo Scapolo”

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FREE SOUND MOMENT: il pop in crisi di MATTEO SCHIFANOIA

di LUCA MARSI

Esordio di canzone d’autore per il perugino Matteo Schifanoia che ci propone questo “Lo Scapolo” pubblicato da Artis Records edito Cramps. Irriverente e cinico, disamina sociale dal punto di vista di uno scapolo. In rete il video di lancio della title track.

Dattiloscritto per l’istinto e la pancia: c’è crisi ragazzi. C’è crisi di petrolio e di consensi, c’è crisi di gente sana e, in qualche misura, c’è anche crisi dei buon vecchi aneddoti che insegnavano i vecchi per giocar bene al gioco della vita. Ma a quanto pare, se in tempo di crisi ci si deve armare di fantasia, allora eccovi una soluzione assolutamente interessante: Matteo Schifanoia la crisi la racconta vestendo i panni di uno scapolo. Eh già perché se dobbiamo risparmiare, allora che siano banditi i matrimoni - tanto per dirne una - che si guardi bene al proprio guardaroba la cui gestione è sinonimo di benessere. E se Superman continua a bestemmiare ci sarà un motivo…e se il petrolio ha i barili contati ci sarà un motivo…e se la notte è seria solo perché invece di far di bagordi si torna ligi al proprio ovulo di casa ci sarà un motivo anche per questo. Insomma Matteo Schifanoia si arma di swing e lo contamina di tante cose di contorno, ci mette anche l’ironia della sua “r” non particolarmente definita e poi strizza l’occhio a tante forme di vita conosciute: ci sono brani di blues, brani noir, brani di rock molto molto soft, ci sono brani che voglio essere popolari come si deve. Tante facce ma mai nessuna vestita a pieno seguendo bene le regole del clichet. E la “Crisi Rock” di cui ci parla non è niente di nuovo e niente di originale ma soltanto un’ennesimo e cinico modo di raccontare questa dannata realtà in declino che ci sta divorando. Beh dal piglio suo, Schifanoia diverte, seduce e in qualche modo fa ridere e pensare perché ci sa fare con la sua follia che non è portata all’eccesso dell’invadenza e che, volendola proprio dire tutta, prova anche a fare a destreggiarsi di romanticherie come quando ci canta “Santa la bella stella stanca”…ma in fondo la sua vera dimensione è quella di tutto il resto del disco. Se il buon giorno si vede dal mattino…