LISA GIORE' (ITA) “Le vie dell’insonnia”

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LISA GIORE' (ITA) “Le vie dell’insonnia” 

FREE SOUND MOMENT: le intime paure di Lisa Giorè

Di LUCA MARSI

Esce l’esordio di Lisa Giorè in bilico tra quello che abbiamo già sentito e una sua personale visione della scrittura, delle strutture e della forma canzone. Si intitola “Le vie dell’insonnia” ed è disponibile in tutti i canali digitali.

Dattiloscritto per l’istinto e la pancia: dalle prime ho avuto difficoltà dovendomi districare tra un ascolto che pareva semplice e scontato contro linee melodiche ricchi di variazioni e intricati ostinati vocali che alla lunga stancano l’attenzione. E poi c’è una voce che ispira tonalità romanzate e quella visione poetica di positività…ma il disco, a dirla tutta, di positività non parla. E poi si passa da tonalità scurissime come “Danza macabra” in cui c’è la notte epica a far da padrone, ci si trascina in un andatura malinconica di “Settembre” fino a giungere anche in sicule espressioni come “Scarse prospettive” che con i fiati dettano legge in un bellissimo pezzo che sarebbe utile anche alle radio. Questo solo per raccontarne un trancio ma il disco si dipana su lunghe 10 fotografie di se in cui è l’ansia di vivere e di diventare, c’è la ballata armoniosa “Parlo di te” che culla e dondola prima di ributtare lo spirito in una notte medievale con “Dracula”. E così via discorrendo fino ad un finale in cui troviamo venature elettroniche per una nenia visionaria e - a tratti - “psichedelica”. Lisa GIorè con questo esordio gioca d’azzardo e non so se le riesce bene, non ha gran voce e intuizioni importanti (a parte - appunto - “Scarse prospettive” che quasi si distacca da tutto il resto del lavoro). Ci sono molti passaggi che lasciano interdetti, forse incerti, forse voluti come proprio il finale del disco in cui la voce torna nuda e nuda si ferma in un modo certamente inaspettato ma altrettanto strano alla parvenza. Ci sono andamenti di tempo che poco si lasciano tradurre in un bello collettivo come per esempio in “Sabbia” dove incontro strani suoni di batteria e altrettanto strani arrangiamenti nel passaggio da strofa a inciso. Però le idee ci sono, la bella voce anche (anche se, ripeto, non particolarmente identificativa) e tra “Aria di tempesta” che ti si inchioda alla memoria e la scrittura progressive di “Lo stato attuale delle cose” direi che Lisa Giorè scende in pista con coraggio, gusto musicale e intraprendenza che non è assai banale e ovvia da vedersi in chi oggi, in Italia, fa canzone d’autore. Mescola andamenti, mescola sensazioni, forse dice troppe cose perché se ne possa ricordare qualcosa…forse arriverà anche il tempo della sintesi. Per ora il fiume in piena ed io mi fermo alla meraviglia del bello istintivo che porta a valle