CUSTODIE CAUTELARI (ITA) "Notte delle Chitarre (e altri incidenti)"

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CUSTODIE CAUTELARI (ITA) "Notte delle Chitarre (e altri incidenti)"

--- FreeSoundMagazine.it

FREE SOUND MOMENT: una notte intera con le Custodie Cautelari

di LUCA MARSI

In radio e nei negozi il nuovo lavoro delle Custodie Cautelari di Ettore Diliberto. Si intitola “Notte delle Chitarre (e altri incidenti)” di cui la rete ospita il bellissimo video di lancio “L’impossibile”.

Dattiloscritto per l’istinto e la pancia: quello che ci sembra impossibile è vedere quanti e quali nomi affollano la track list lunga di 15 inediti. E sono 15 inediti, mica pochi…e non sono solo “canzonette”. Insomma non è solo un disco quello delle Custodie Cautelari, ma un vero e proprio documentario musicale che colleziona nomi, eventi, stati d’animo ma soprattutto un grandissimo suono. Si intitola “Notte delle chitarre (e altri incidenti)” questo nuovo capitolo che, come ovvio che sia, va a richiamare “Notte delle chitarre” che dal loro sito ricordo l’edizione Sony del 2001. Ma andiamo oltre. Altri dischi, tantissimi concerti e la carriera che corre lungo tutto questo tempo. Oggi torna questo titolo impreziosito da numerosissime collaborazioni come Stef Burns, Giacomo Castellano, Matteo di Kutso con cui le Custodie duettano per il singolo di lancio “L’impossibile”, troviamo Fede Poggipollini e tanti…tanti tanti altri. Un disco rock all’italiana maniera ma occhio gente che noi italiani per questo genere siamo top al mondo…che non ci si ricordi ora soltanto per il poppetino sbarazzino da grandi radio e reality show. 

Fortunatamente sono pochi, ma ci sono, artisti che forti di lunghe e prestigiose carriere ci regalano dischi che danno splendore e spazio ad un antico artigianato di scrittura e di produzione. Certamente in 15 brani non sempre il tiro può essere teso ma di sicuro la mira non fa tanto cilecca partendo dal primo travolgente inciso di “Tic tac la vita che passa” per finire con una bluseggiante dobro che suona “Capodanno” (le chitarre qui sono di Giuseppe Scarpato) in uno stile davvero roots. Non ho idea di come siano riusciti a fare tanto…ma ecco l’ennesima riprova che dalla televisione perdiamo di vista la grande musica italiana. Alziamo il volume…ma non troppo…questo è un disco da assimilare nel dettaglio e non da sottofondo per quel che sta andando in scena adesso. Sotto le luci dei media, sinceramente, non c’è più tanta roba a cui dare retta…