ALESSIA RAMUSINO (ITA) "An incurabile romantic"

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ALESSIA RAMUSINO (ITA)  "An incurabile romantic"

di LUCA MARSI

Nuova opera inedita per Alessia Ramusino dal titolo “An incurabile romantic” uscito da poco per la BMA Music di Genova. Sono 11 gli inediti in studio in lingua inglese di matrice Irish lanciati in radio da uno dei due singoli presenti sul disco in lingua italiana dal titolo “Non mangio fragole”.

Dattiloscritto per l’istinto e la pancia: sono sensazioni internazionali. Sono ritmi cercati e voluti, sono profumi inseguiti, sono istanti rubati al caso delle idee e idee sagomate sul caso della vita. Sono distese aperte su cui bellissima corre, la vita corre, il fiato corre…sono pianure e sono montagne e, di lontano appena, sono anche città. Alessia Ramusino sa farci vedere quando suona e canta, sa farci viaggiare e questo disco dal romanticismo incurabile lo fa senza se e senza ma. È come un gioco che prende la mano, pericoloso, ma allo stesso tempo necessario…di sicuro necessario per lei che di mondo viaggiato ne ha tanto nelle tasche. La immagino riempire il tempo del non-viaggio con la musica che sente necessaria per la sua vita…un altro modo per spiccare il volo, un altro tempo da dedicare a se stessi. In questo disco c’è l’America pop industriale ma c’è anche aria di polvere sospesa come nebbia incantata. C’è l’Irlanda con il suo verde incontaminato ed il suo legno per le cose. C’è la Jamaica e l’Australia di ritmi tribali. C’è l’Italia a stelle e strisce senza nasconderla e senza rinnegarla. C’è il profumo e il gusto di una donna per il modo di fare le cose, ci sono gli angoli tondi degli oggetti e ci sono i sospiri dei pensieri. “An incurable romantic” è forse anche altro. Di sicuro fuori moda, di sicuro poco avvezzo alle cronache nostrane dove il pop “ignorante” da gossip richiama in piazza molte più persone di quelle che ci saremmo mai attesi. Poi lo riascolti e forse, per una qualche strana ragione, sembra quasi che tutto poteva venir prodotto diversamente. E allora me la immagino una Diana Krall o una Tori Amos, un pianoforte, abiti di grande stile e quel sapore vellutato di eleganza e rispetto…una scena laccata di luci soffuse e grandi scenari teatrali, moderni. Alessia Ramusino mi regala visioni simili. Poi un giorno, capirò meglio questo disco e penserò di aver sbagliato. O forse no…